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venerdì 1 maggio 2015

RITORNARE


Sono solo mie riflessioni,
era il 28 luglio del 2004, io compivo gli anni e Terzani moriva, allora non lo conoscevo ancora, forse lo avevo visto in qualche intervista ma non lo avevo mai memorizzato. Era l’estate della poesia “ORA” scritta mentre giravo in Abruzzo, era l’estate dove tutti i luoghi visitati mi portavano sulle tracce di Celestino V, come se mi chiamasse. Era l’estate dove nei miei pensieri non c’erano nè Terzani né Celestino, era l’estate delle consapevolezze, del “tiriamo le somme”, del chiudiamo una porta e apriamo quella vicina, era l’estate dei cambiamenti, ed a Novembre arrivò, atteso, l’infarto.
Atteso si, sapevo che sarebbe arrivato, lo sentivo. Avevo descritto alla dottoressa  i sintomi, ero stata dal cardiologo, avevo fatto l’ecocadiogramma e l’holter poco tempo prima e non era stato rilevato nulla di anormale, il cardiologo e la dottoressa erano concordi nel dire che i miei sintomi erano causati dal mio stato ansioso e che dovevo rilassarmi e mi avevano consigliato di assumere degli ansiolitici,per fortuna non li ho presi. Avevo la coronaria destra chiusa al 100% alla faccia dello stato ansioso. Eppure ero stata chiara nel descrivere i sintomi: senso di oppressione al petto, fiato corto nel fare le scale e ogni tanto un breve oscuramento, come quando si spegne la luce. Forse avevo descritto con troppa lucidità questi sintomi e non sono stata creduta. Il mese prima mi ero iscritta ad un corso di pronto soccorso organizzato dal comune di Villasanta, e proprio la settimana prima la lezione trattava di come si attiva una chiamata al 118 e cosa fare nelle urgenze, nulla arriva mai per caso, a volte gli accadimenti della vita sembrano già programmati a nostra insaputa……dovrei continuare questo racconto ma ora non so da che parte continuare, e sinceramente non parlo mai volentieri dei malanni di questo corpo in cui mi sono ritrovata ma che non mi appartiene……lo accudisco, mi serve, ma non sono io. Il mio IO è altrove. Dove? Non lo so ancora, cerco, forse è questa ricerca che mi ha fatto scrivere tempo fa la frase con cui vorrei essere ricordata” E quando alfin l’anima mia straniera trovò casa mi tocco di andarmene”.
A volte mi domando – se io fossi nata in un altro luogo, un altro continente, un altro secolo, sarei stata ancora IO o sarei stata un’altra me. Mi piace pensare che al di là di razze, secoli, continenti, IO sarei stata sempre IO. Tanto grande e smisurato il tuo” EGO “ Rosanna?
Ritornando al mio infarto, quando mi riaprivano la coronaria ostruita il mio cuore si è fermato, il tempo di accorgermene e di dire al medico - guardi che me ne stò andando - ho sentito il medico rispondermi – lei non va da nessuna parte-  me ne sono andata. Non ho visto nessuna luce bianca in fondo ad un tunnel, come a volte si sente raccontare. Mentre il mio cuore era fermo, e questo l’ho scoperto quando sono” ritornata”, con gli occhi della mente ho visto migliaia di immagini scorrere vertiginosamente, per rendere l’idea potrei paragonarla alle macchinette per contare le banconote e rammento di aver pensato- cosa sto guardando? Forse sono i ricordi della mia vita quelli che vedo scorrere a cosi grande velocità.
Poi piccoli schiaffetti sulle guance mi hanno riportato di qua, l’infermiere mi stava chiamando, lo sentivo ma non ero ancora pronta per rispondere – aspetta, dammi tempo - ricordo di aver pensato.
Ho aperto gli occhi e sono tornata, lucida, sempre. Ho chiesto all’infermiere quanto tempo ero stata via
preoccupata per le mie cellule cerebrali, mi ha risposto ridendo dove ero andata in vacanza.
Solo nel pomeriggio in terapia intensiva ho scoperto un grosso livido sullo sterno e due segni rossi come bruciature, la dottoressa mi disse che aveva dovuto darmi un “forte cazzotto” e le bruciature erano del defibrillatore. Di quello che succedeva al mio corpo esternamente non ho memoria ma il ricordo di quello schedario, io lo chiamo così, non lo scorderò mai. Per molto non ne ho parlato e non riuscivo a dare una spiegazione “logica” a quello che avevo visto ma….nulla succede per caso , una donna sconosciuta  alla quale, per caso, stavo raccontando la mia avventura mi diede la risposta.
-Di la stavano cercando il tuo nome in quello schedario, non l’hanno trovato e ti hanno rimandata di qua-. Chiaro, semplice, logico . GRAZIE


LA LUNGIMIRANZA

Analizziamo questa parola senza scomodare greco o latino, che non ho mai studiato e non conosco. Lungi = lontano, mirare = guardare, quindi guardare lontano, ovvero essere lungimiranti.
Premessa necessaria per capire quello che scriverò.
Seconda premessa, leggo notizie allarmanti da scienziati e social: Salviamo la terra! Salviamo la terra??
-?-      La terra ascolta, ci guarda, sorride, e, se ci fermassimo ad ascoltarla la sentiremmo dire:- Ma voi lo sapete quanti anni ho, il tempo che vi è dato di stare coi piedi su di me è meno del battito d’ali di un moscerino, sono scomparsi i dinosauri, forse sparirete anche voi, io sarò sempre qua. Pensate piuttosto a salvare voi stessi.
Sento dire in giro che il regno vegetale è molto preoccupato per il genere umano e che le piante si stanno mobilitando per aiutarci.
Sento dire che la grande MADRE TERRA è preoccupata per il futuro dei suoi figli e ci vuole aiutare.
Sento notizie allarmanti da scienziati e social, sono tutti molto preoccupati perché i ghiacci dell’Antartide si stanno sciogliendo.
Bene, io sono molto lungimirante e dico, bene, questo è un segno che la terra ci sta aiutando e ora vi spiego il mio modo di intendere e interpretare le notizie che ascolto.
Io penso a tutte quelle terre che per ora sono ancora coperte dai ghiacci, un continente intero da scoprire, nuova terra vergine e non contaminata da coltivare. – Si, ma se i ghiacci si sciolgono tante coste e tante città verranno sommerse dall’acqua?- Certo, e può dispiacere che Venezia e tante altre città scompaiano, ma d’altronde nei secoli sono state distrutte tante di quelle città in nome di stupide guerre e ideologie, è scomparsa Atlantide, la biblioteca di Alessandria era stata adibita a stalla, nel secolo scorso abbiamo rischiato di perdere gli affreschi di Giotto nella cappella degli Scrovegni e pure ai giorni nostri quel grande patrimonio culturale tramandatoci dai nostri antenati non se la passa bene, quindi!  Quindi?  Ci metteremo di nuovo in cammino come antichi migranti alla ricerca di terre nuove da esplorare e nuove città da costruire.
Oggi 1 Aprile 2015 telegiornale: - Alcuni scienziati hanno scoperto in Antartide nascosti sotto i ghiacci i resti di antiche costruzioni, forse delle piramidi-.
Sarà vero, o sarà un pesce d’Aprile? Chissà? Sarà vero? Forse lo scopriremo tra qualche anno? Qualche decennio? Qualche secolo? Il pensiero va a quei propropronipoti che migreranno, BUON VIAGGIO.




mercoledì 7 gennaio 2015

" IO SONO CHARLIE"

...purtroppo, dico " purtroppo " e non vorrei essere fraintesa, anche io questa sera mi sento di dire "io sono Charlie ". Ho sempre pensato che tolleranza, comprensione e rispetto reciproco fossero le parole più giuste per parlarci. Un libro," Lettere contro la guerra" di Terzani, scritto dopo l'11 Settembre, ho amato e amo tuttora quel libro perchè mi ci specchiavo e che tuttora condivido.....ma questa sera......questa sera non posso fare a meno di dire anch'io " IO SONO CHARLIE ". In questo momento tutti i mass media occidentali ne parlano, non ricevo canali asiatici per sentire anche l'altra opinione. Questa sera se mi fosse possibile volgerei una richiesta a tutte le testate giornalistiche europee , una sorta di tam-tam un passa parola; - domattina mettete in prima pagina le vignette e i volti degli autori, e non l'uccisione di quel poliziotto se vogliamo dare un senso allo stare in piazza questa sera con una matita e un foglio in mano.- La giustizia farà il suo corso e chi uccide è un assassino, punto, non ci possono essere ne ma ne se e neppure ideologie che tengano. Come vorrei che domani sulle testate dei giornali ci fossero vignette e non assassinii.......forse ....chissà.....un'utopia?........

mercoledì 17 settembre 2014

....cosa desideri Rosanna?.....

....sabato sera, tutto sommato è stata una buona settimana, vorrei farmi un regalo. Dopo cena andiamo al centro, entro nel negozio di calzature, un paio di scarpe per l'autunno servirebbero. Giro tra gli scaffali, guardo, non c'è nulla che mi entusiasmi, tutto già visto, stessi stili, stessi modelli, non provo nulla, esco.
Entro nella libreria vicina, so già cosa cercare, mi mancano appunto gli ultimi tre libri di Terzani per completarne la raccolta. Li prendo e mi avvio alla cassa, in fila vedo al di la della vetrina il negozio di calzature e mi viene da pensare che se avessi comprato le scarpe, con quelle sarei andata avanti e indietro da casa al lavoro, ma sempre in Brianza sarei rimasta. Con Terzani invece andrò a viaggiare attraverso l'Asia, la Russia e la Cina, e non avrò bisogno di scarpe nuove........buona lettura Rosanna....

sabato 9 agosto 2014

.......prima, scrivere parole prima, prima che lo scorrere del sole se le porti via.....scordate.....passate.....vissute o non vissute....... sempre questo dilemma........chi sei dove sei dove vai cosa fai.............stare sempre in luoghi diversi.........nessuno ti conosce o sa chi sei, nessun ruolo prestabilito da interpretare, ti puoi inventare ogni volta o essere semplicemente te. Ci sono luoghi dove sei moglie di, altri dove sei madre di, oppure figlia di, sorella di, nuora di, cugina di, nipote di, cognata di, zia di..........vorrei luoghi dove essere solo ROSANNA. Arrivare, osservare, parlare, interagire( come é di moda questa parola "interagire" che poi significa partecipare con gli altri del quotidiano) e poi ripartire. Lasciarsi alle spalle commenti e opinioni, sparire altrove, non tornare, lasciare solo un vago ricordo o forse neppure quello, tanto sai che di mille persone che potresti incontrare in un viaggio, mille impressioni diverse di te potresti suscitare, perchè saranno stati mille occhi diversi a vedere e mille orecchie diverse a sentire...........

giovedì 17 luglio 2014


 

L’INVIDIA, E’ UN PECCATO?

Luglio 2006, eravamo andati in Francia con gli amici di Missaglia, invitati dal paese di La Roche Posay con cui il comune di Missaglia era gemellata da tempo, per la festa nazionale francese del 14 Luglio, presa della Bastiglia. 4 giorni ospiti di una gentile signora, di cui ora purtroppo non ricordo il nome. 
Il comune di La Roche si trova vicino ai fiumi Indre e Scher , un territorio molto verde e collinoso poco distante dalla valle della Loira, famosa per i suoi bellissimi castelli. Anche i dintorni del paese che ci ospitava era disseminato di castelli medievali e rinascimentali. Un pomeriggio la signora che ci ospitava ci disse – Oggi vi porto a conoscere una mia amica e a visitare la sua casa – Casa? La sua amica abitava in un castello! Piccolo si, ma aveva tutto quello che ci si aspetta di vedere quando si pensa ad un castello. Viale d’accesso, scuderie, torri e torrette, comignoli a profusione che rimandavano a grandi camini nei saloni ed aveva ancora le vestigia di un antico ponte levatoio. La signora del castello ci venne incontro dal giardino, stava appunto potando le rose ( un classico). Alta magra naso aquilino, stivali e gonna comoda. Non propriamente bella ma con un sorriso affascinante e un modo di portare la testa che faceva  intuire subito a quale classe sociale appartenesse. Ci fece visitare molte sale della vecchia dimora, raccontandoci le origini della sua casata e le vicissitudini dei suoi antenati. I suoi antenati. Ecco, se l’invidia è un peccato, allora io ho peccato. Girando per i saloni, ci condusse nella vecchia sala degli armigeri e ci presentò il ritratto di un suo vecchio antenato dipinto nei primi anni del settecento. Guardo il ritratto, guardo lei, riguardo il ritratto. Stesso viso, stessa postura, stesso naso aquilino, erano identici. Questo è quello che ho invidiato alla signora del castello,
le radici, l’appartenenza. Non potremo mai sapere dove ci porterà la vita, sapere da dove veniamo è già un buon punto di partenza

lunedì 9 giugno 2014

indirizzo G-mail

Mi sono dimenticata di dare il mio indirizzo G-mail ad alcuni amici, ho deciso di pubblicarlo, spero non sia un rishio e confido nella buona educazione del mio prossimo, notte a tutti.
Lamami1951@gmail.com
P.S. Lamami non sta per La-mami, ma sono le iniziali delle due persone a me più care e del mio cagnolino.
P.S. potrbbe essere un bell'indovinello.

martedì 3 giugno 2014

IL MAL DI LATTE


 

Io non capisco, ascolto e non capisco, si è scatenata una guerra contro il latte e i suoi derivati, sembra che ora tutti siano diventati intolleranti al latte ed a tutti quei buoni formaggi che da sempre, da che l’uomo si è dedicato alla pastorizia, fanno parte della nostra  alimentazione. Torniamo indietro con la memoria, padri, nonni, bisnonni, trisnonni  hanno bevuto latte e mangiato formaggi senza sviluppare per questo nessuna intolleranza. Mi chiedo, ma non sarà che il latte non è più quello di una volta? Io ricordo ancora il sapore cremoso del latte appena munto che da bambina bevevo quand’ero in vacanza dai nonni in Romagna. Quel sapore non l’ho più ritrovato,a volte riempio la bottiglia ai distributori di latte sparsi nei vari comuni, dove trovo la dicitura: - latte crudo e intero - . Chi vogliamo prendere in giro? Forse i bimbi che non hanno avuto la fortuna come me di assaggiare un latte veramente crudo e intero? Quello aveva un colore avorio, sul collo della bottiglia si formava sempre una riga di panna e quando lo scaldavi quel velo bianco e grinzoso in superficie lo formava sempre. Mi ricordo la delusione quando ho riempito la mia bottiglia ad uno dei primi distributori, colore bianco candeggio, niente panna, nessun odore e, delusione doppia, nessun......
sapore……..Sentiamo i vari guru della medicina dire che il latte fa male, scrivono libri intitolati”il mal di latte” e io ripenso ai nostri antenati. Prima che l’uomo diventasse stanziale e agricoltore è stato allevatore e migratore, latte e derivati erano gli alimenti principali. Vogliamo togliere il latte di Yak alle popolazioni del Tibet? Ci sentiamo dire che siamo quello che mangiamo. Anche le mucche sono quello che mangiano, appunto, erbivoro e ruminante. Domanda; se ad una mucca diamo da mangiare scarti di macelleria, come sarà il suo latte?
E il glutine? Il glutine, che dire? Ma non sarà che il grano è stato tanto manipolato che ora contiene solo glutine e pochissimi altri nutrienti? Domanda; non si potrebbe tornare a coltivare il grano antico
 piuttosto che togliere il glutine dal grano nuovo e modificato? Altra domanda;  sono state create le
banche del seme per il genere umano, è stato fatto altrettanto per salvaguardare i semi delle antiche colture del genere vegetale?

 

 

 

GIANNA


Ho ancora in cucina quei due vecchi grembiuli e quando li indosso o li metto in lavatrice ripenso a quando li ho comperati, molti anni fa. Con Gianna al mercato di Vimercate, li avevo trovati ad un prezzo molto conveniente, 1000 lire. Gianna li guarda e dice – queste stoffe non durano niente e si rompono subito- Gianna era fatta così, un poco critica. Io guardo i grembiuli, sono vecchi, un poco scoloriti ma integri. Gianna da qualche anno non cè più.

giovedì 1 agosto 2013

I ricordi di una vita

 
Era una mattina come tante altre,in macchina,in coda nella solita tangenziale congestionata dal traffico del lunedì mattina,sembrava il solito lunedì mattina. Poi arrivò la telefonata di suo padre.
- Clara, non ti agitare,guida tranquilla e ascolta, appena puoi torna indietro ho portato mamma in pronto soccorso, forse è un ictus, è tutto sotto controllo quindi non essere imprudente.-
Fece come le aveva detto suo padre, mantenne la calma ed al primo svincolo tornò indietro, strane le parole di suo padre, lui si faceva prendere sempre dall’ansia e lei pensò che quelle parole probabilmente gliele aveva suggerite sua madre e questo la rincuorò. Sua madre manteneva sempre la calma, quando la calma era indispensabile per affrontare situazioni delicate. Sua madre,ed ebbe un moto di collera – Non puoi farmi questo, l’infarto, la pressione alta,i reni ed ora pure un ictus ? Basta! --Scusa mamma, scusa non volevo dire quello che ho detto.-
Mentre guidava con prudenza pensò a sua madre, i suoi sogni, i suoi progetti, quella voglia di girare il mondo, curiosa, creativa, sapeva trasformare semplici parole in bellissime poesie, la sua voglia di vivere nonostante tutto e tutti. Sarebbe potuta diventare dottoressa oppure giornalista, comunque sempre in giro per il mondo, zaino in spalla e via, libera, se solo non le avessero tarpato le ali.
Arrivò al pronto soccorso, parcheggiò e si precipitò dentro, terapia intensiva camice cuffia mascherina scarpe pronta, entrò e la vide. Il viso un poco  provato, la linea della bocca non era simmetrica, ma il portamento della testa e quel suo modo di tenere le spalle le fecero intuire che lei c’era, era presente a se stessa, come sempre del resto,si rilassò e respirò.
Si guardarono negli occhi, un sorriso.
Sua madre con gli occhi le stava dicendo – Scusa, scusami non volevo farti preoccupare, va tutto bene.-
E sì, era andato tutto bene  i medici erano ottimisti, il danno era stato lieve e preso in tempo, solo la bocca era rimasta un poco storta con l’angolo sinistro che guardava in su, ma non le stava male, le dava un’espressione furba e sorniona. Restavano ancora da fare degli esami neurologici che non rivelarono nulla di anomalo, era tutto a posto.
Dopo una settimana, parlando e raccontando però Clara si accorse che una parte della sua memoria si era cancellata, alcuni anni della sua vita erano spariti, c’erano dei piccoli buchi sparsi qua e la, non i fatti importanti, quelli c’erano tutti, solo dei piccoli vuoti.
Fù a quel punto che ebbe una meravigliosa intuizione, reinventarle una vita.
Cosi riempì quei piccoli buchi raccontandole di dove era stata e di cosa avesse fatto, le fu facile inventare con fantasia fatti e viaggi perché sua madre grande appassionata di avventure, non potendo viaggiare aveva visto tutti i documentari possibili e conosceva gran parte del mondo, come se ci fosse stata veramente.
Suo padre mago del fotoshop, l’aiutò in questo progetto, ed insieme le reinventarono una nuova meravigliosa vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

martedì 23 luglio 2013

Intellettuali........politici.......che dire.....


Buona sera a tutti,

quando nel mese di Marzo ho aperto questo blog mi sono ripromessa di non trattare argomenti quali: cronaca, attualità e politica. La rete ne è tanto satura che le mie argomentazioni in tutto quel "baillame"sarebbero state superflue, un di più. Poi questa sera tornando dal lavoro in macchina ho acceso la radio, era sintonizzata su "radio 24".Ci sono rubriche che mi piacciono quali: - destini incrociati- nessun luogo è lontano- voi siete qui. E poi ce n'è un'altra che si chiama - la zanzara- di cui non so cosa pensare e quindi non esprimo alcun giudizio. Bene, questa sera stavano intervistando telefonicamente il sig. Aldo Busi il quale ha esordito parlando delle sue evaquazioni intestinali.Cosa voleva dimostrarci il sig. Busi ? - Quanto siamo avanti noi intellettuali rispetto alla massa comune-
Forse era questo che voleva comunicarci? Bene, oggi ho ascoltato questo, tempo fà ho sentito dire da un politico che per sopperire alla carenza di acqua una soluzione potrebbe essere quella di cambiarci la biancheria intima una volta alla settimana,e, udite udite, sento un'altro politico dire che per risollevare le finanze italiane gli introiti del "gioco"(d'azzardo?) non erano da sottovalutare!
Dopo aver sentito così tante scempiaggini mi sono detta- Rosanna, hai ragione tu parliamo d'altro, dopotutto Dante,Boccaccio,Petrarca,Macchiavelli e Manzoni ci avranno pure insegnato qualcosa.-
Da quando ho aperto questo blog ho visto che ci sono state più di 1000 visualizzazioni, ringrazio tutti quelli che hanno letto le mie parole cercandole, mi scuso con quelli che ci si sono imbattuti per caso e che forse ho annoiato.
P.S.Alcuni amici mi hanno riferito che non riescono a postare i commenti,non sono ancora riuscita a capire quale possa essere il problema, se qualcuno dei lettori volesse provarci gliene sarei grata.
Notte a tutti da Rosanna.

venerdì 5 luglio 2013

QUALE EDEN?

Esiste una gomma
tanto grande
per poter cancellare
tutte le parole sbagliate ?

Esiste un ago
che senza dolore
possa ricucire
tutti gli strappi ?

Esiste una pala
che con cura e pazienza
possa rabboccare
le mille buche
di questo
non più Eden ?

venerdì 28 giugno 2013

CHI SEI?

Rosanna, forse ha 10 anni
a volte 90

Rosanna, cieli azzurri e tersi
a volte cupi e tempestosi

Rosanna, che parla tutto il giorno
a volte ama i lunghi silenzi

Rosanna, vento leggero di primavera
a volte gelo siberiano

Rosanna, tutti i colori dell'arcobaleno
a volte grigio cielo d'autunno

Rosanna si chiede
chi cè dietro agli sguardi che incrocia ogni giorno?

INCIPIT

ERA UNA NOTTE BUIA E TEMPESTOSA

ERA......è una notte buia e tempestosa
tutto si muove là  fuori questa notte
tranne il mio cuore qua dentro
chiuso in un cubetto di ghiaccio

Questa notte c'è tempesta
l'aquila si lascia trasportare dalle correnti
le finestre sbattono
gli alberi si inchinano

Forza, apri le ali
domina il vento
ma sii generosa
lasciagli l'illusione
che sia sua l'intenzione

Tutto si muove
la fuori, questa notte
tranne il mio cuore
qua dentro
chiuso in un cubetto di ghiaccio.

lunedì 24 giugno 2013

LA FILASTROCCA DI NONNA TINA

 
C'era una fontana 
Mi ci lavai le mani
Mi ci cascò l'anello
Pesca e ripesca
Pescai un pesciolino
Vestito di turchino
Lo detti a quel signore
Quel signore non c'era
C'era la cameriera
Faceva le frittelle
Ne chiesi una
La misi sul banco
IL banco era rotto
Sotto c'era un pozzo
Il pozzo era scoperto
Dentro c'era un gatto
IL gatto era in camicia
Che scoppiava dalle risa
Cri...Cri....Cri.....
C...A in bocca a chi stà a sentì.............. 

domenica 2 giugno 2013

E DOMANI E' UN ALTRO GIORNO


Pur amando immensamente la vita a volte mi coglie inaspettato quel desiderio di pace assoluta che solo la morte del corpo può dare .

La morte, come chiudere porte e finestre, spegnere la luce dopo aver riordinato la cucina .
Chiudere gli occhi volgendo un pensiero di ringraziamento a DIO.
Arrivederci ad un prossimo futuro.
E andarsene così , calma , serenità , silenzio ………..
………ed ecco che la mia fantasia burlona e irriverente d’un tratto mi pone immagini da girone dantesco , altro che pace e tranquillità .

Demoni con fruste e forconi  dolore e tribolazione , maledetta cultura cattolica fatta di inferno e purgatorio, non si può , non si fa , è peccato , è proibito , china la testa , pentiti , flagellati e sii contento , gioisci che la vita è un dono di…… Dio…….e se avrai molto sofferto forse ………

….forse ti toccherà il Paradiso .

 

 

FERITE


Il cuore è stato ferito

la ferita si è infettata

piccoli germi di tristezza e infelicità hanno proliferato

dottore , mi dica , è grave ?

signora , mi spiace

queste ferite rimangono aperte per tutta la vita

allora spero di morire presto , così il cuore guarirà .

 

 

domenica 26 maggio 2013

Un giorno al mare

 IL MIO MARE           
Il mare canta
gli ombrelloni danzano
e il vento
mirabile direttore
accompagna questo concerto
che io
quasi un’intrusa
fra questi vacanzieri
sola odo .....

Ho civettato con bianchi marosi
porgendogli i fianchi
su cui frantumarsi ....

 Ho costruito castelli fatati
di sabbia dorata
pensandomi dama
in morbide vesti
di velluto amaranto .....

 Seduta ad un tavolino all’aperto di un bar sulla spiaggia, l’ultimo tavolino in fondo, lontano da tutti gli altri, sento dire da un avventore rivolto ai suoi compagni che volevano sedersi a dei tavolini in vicinanza del mio - SIAMO CAPITATI MALE! - Mi giro, e pensando che si riferisse al sole che batteva su mezzo tavolino mi sono offerta di spostare il mio per offrire ombra al loro, ma il signore in questione mi ha risposto che intendeva con quel –SIAMO CAPITATI MALE- al fatto che io stavo fumando.Mi dispiace per lui se soffre di qualche malattia grave, anche se l’aspetto pingue con una bella abbronzatura non denota problemi di salute, ma non si può mai dire. Io però seduta a quel tavolino c'ero prima che lui arrivasse, e l'avevo scelto lontano dagli altri proprio per non disturbare nessuno,poi eravamo all'aperto e c'era pure vento.  Mi chiedo solo dove abiti il resto dell’anno, e se quando cammina in città popolate di macchine per caso non metta la maschera antigas. 

O forse era il solito intollerante………….BEECH.

 

Pensieri


Perché il pensiero vola sempre alto e libero mentre il corpo resta fermo, pesante e inerte a terra, ancorato ai piccoli bisogni quotidiani?
Vorrei essere spirito libero e volare .
A volte sogno il mio corpo leggerissimo fatto d’aria, capace di fare balzi lunghissimi, quasi avesse gli stivali delle sette leghe, oppure di lanciarmi in picchiata dal settimo piano come Peter pan

 
Quanti pensieri, quante frasi passate nella mente come treni ad alta velocità che li senti arrivare, neppure il tempo di prendere la penna che sono già passati, remoti, e ti chiedi stupito come mai quelle frasi cosi ben formulate dalla mente, la mano non riesce a fermare.

 
Fingere una fretta inesistente per sfuggire gli sguardi della gente .

 
 Il mio cuore si crede un gabbiano
A volte batte le ali troppo forte
Sogna di volare libero
Fuori da questa gabbia……toracica
 
 
Appunti per un viaggio (pensando a Santiago)
Il giorno che partirò per il”CAMMINO” porterò con me mille campanelle che legherò con un piccolo spago alle mille croci che incontrerò. E ad ogni campanella sussurrerò una frase, un pensiero, da trasmettere al vento quando questi passando le accarezzerà ..
 
 
 
 


Colpi di fulmine


RICORDI DI SIENA

Con Mauro eravamo fidanzati
Con i pantaloni di panno beige
Taglia 40, mi stavano cosi bene
Per me era la prima volta
Fu amore a prima vista
Marmi, come merletti bianchi stesi ad asciugare
Le tavole di Duccio
Putti, santi e madonne avvolti nell’oro
Un caffè all’ombra della torre del mangia
Un ricciarello, zucchero a velo sul mento
Un cioccolatino ripieno
Messo in tasca dei pantaloni per dopo, e dimenticato
Quel cioccolatino lo ritrovai alla sera, agonizzante
I pantaloni beige portarono per sempre il suo ricordo
Ed io il ricordo di Siena